Calcolatore capotasto per chitarra
Scrivi gli accordi che suoni (G D Em C, per esempio), scegli il tasto del capotasto e vedi subito cosa suona davvero: al 2° tasto, G diventa A, D diventa E, Em diventa F♯m e C diventa D. Il calcolo funziona anche al contrario: indica in che tonalità è il brano e con quali forme vuoi suonarlo, e il calcolatore ti dice su quale tasto fissare il capo.
Come si usa
- Scrivi o incolla gli accordi del brano nella casella, separati da spazi (o tocca Esempio).
- Scegli il tasto del capotasto. La tabella mostra ogni forma e l'accordo che suona davvero.
- Per il calcolo inverso, scegli la tonalità del brano e le forme che vuoi usare: il calcolatore indica il tasto del capo e scrive i sette accordi della tonalità come forme.
- Tocca una delle posizioni più facili per vedere il tasto che lascia più accordi aperti in quella tonalità.
- Apri la tabella completa per controllare cosa suona su ogni tasto, da 0 a 11, con le forme G, C, D, A, E, Am, Em e Dm.
Aiuto e spiegazioni
Riconosce i suffissi degli accordi (m, 7, maj7, 7+, sus4, dim, add9, basso dopo la barra) e scrive il risultato come lo scriverebbe un musicista, rispettando la tonalità. Tutto funziona nel browser, gratis, e l'ultimo calcolo resta salvato sul dispositivo.
Come il capotasto cambia la tonalità
Il capotasto è un barré fisso: ogni tasto su cui lo blocchi accorcia le corde e alza il suono di un semitono. Le diteggiature restano le stesse, ma l'accordo che esce è un altro. Con il capo al 1° tasto, la forma di G suona G♯; al 2°, suona A; al 3°, suona B♭; al 5°, suona C; al 7°, suona D. Per questo si dice che gli accordi sono «in G con capotasto al 2° tasto» quando il brano, in realtà, suona in A.
Il calcolatore sposta di quel numero di semitoni la fondamentale e il basso di ogni accordo e lascia il resto: Em7 al 3° tasto diventa Gm7, D/F♯ diventa F/A, Cmaj9 diventa E♭maj9. Il diesis o il bemolle segue la nuova tonalità, come in uno spartito ben scritto.
Dove mettere il capotasto per una tonalità
Il calcolo inverso è quello che si usa di più ogni giorno: il brano suona in B♭ e non vuoi fare barré dappertutto. Scegli la tonalità reale (B♭) e le forme che preferisci (G, per esempio): la differenza tra le due dà il tasto, il 3°. Con le forme di A il capo andrebbe al 1° tasto; con quelle di C resta fuori dalla portata comoda del manico, perché C è sopra B♭ e il tasto sarebbe il 10°.
Le posizioni più facili confrontano i tasti da 0 a 7 in base agli accordi della tonalità (la scala armonizzata) e segnano con ★ quello con più accordi aperti. I tasti oltre il 7° sono stretti sulla maggior parte delle chitarre; il calcolatore avvisa quando la combinazione scelta finisce lì.
Nomi degli accordi: lettere e Do Re Mi
Le sigle degli accordi usano sempre le lettere: C D E F G A B (C = Do, D = Re, E = Mi, F = Fa, G = Sol, A = La, B = Si). Se nella tua preferenza delle note su Lalatone hai scelto Do Re Mi, il nome in solfeggio compare accanto a ogni accordo (A → La, F♯m → Fa♯m), senza cambiare la sigla. C♯ e D♭ sono lo stesso suono; la grafia che il calcolatore sceglie è quella sensata nella nuova tonalità: in A si scrive F♯m, in E♭ si scrive A♭.
Consigli
- Per cantare più in alto senza imparare nuove diteggiature, sposta il capo di un tasto alla volta e mantieni le stesse forme.
- Tonalità come A, B♭, B ed E♭ di solito diventano facili con il capo e le forme di G o C; F e F♯ vanno bene con le forme di E o D.
- Dopo aver fissato il capotasto, controlla l'accordatura con l'accordatore per chitarra: un capo troppo stretto tira le corde verso l'alto.
- Per vedere come si suonano gli accordi risultanti, apri il dizionario degli accordi: mostra la diteggiatura di ogni sigla sul manico.
Domande frequenti
Capotasto al secondo tasto: che tonalità diventa?
Un tono sopra quella scritta. Le forme di G suonano A, quelle di C suonano D, quelle di D suonano E, quelle di E suonano F♯, Am suona Bm ed Em suona F♯m.
Come capire dove mettere il capotasto?
Conta i semitoni tra le forme che vuoi suonare e la tonalità in cui suona il brano. Dalla forma di G alla tonalità di B♭ ci sono tre semitoni: capo al 3° tasto. Il calcolatore fa questo conto e confronta anche quale posizione lascia più accordi aperti.
Il capotasto cambia la tonalità o solo il suono?
Cambia davvero la tonalità: ogni tasto alza di un semitono. Continui a fare le stesse diteggiature, ma gli accordi che escono sono altri. Per questo gli accordi con capo devono indicare il tasto.
Posso usare il capotasto per abbassare la tonalità?
Non direttamente: il capo può solo alzare. Per scendere, cambia le forme con altre più gravi e compensa con il capo. Per suonare in F con le forme di G, per esempio, non c'è un tasto possibile; usa le forme di E con capo al 1° tasto o quelle di D con capo al 3°.
Il calcolatore capisce accordi con settima, sus4 e basso?
Sì. Legge suffissi come m, 7, maj7, 7+, m7(b5), sus4, sus2, dim, °, add9, 6, 9 e il basso dopo la barra (G/B, D/F♯). Il suffisso resta intatto; cambiano solo la fondamentale e il basso.
Che differenza c'è tra il calcolatore e un traspositore di accordi?
Il calcolatore lavora su un elenco di accordi e risponde subito a «che tonalità diventa» e «su che tasto metto il capo». Un traspositore riceve l'intero testo con accordi e parole e lo riscrive nella nuova tonalità; per un brano breve basta incollare qui la sequenza di accordi.
La tabella del capotasto vale per ukulele e mandolino?
Il conto è lo stesso: ogni tasto alza di un semitono su qualsiasi strumento a corde con tasti. Solo l'elenco delle forme facili è pensato per la chitarra; sull'ukulele le diteggiature aperte sono altre.